Chi ha inventato gli amigurumi?

Alcuni storici pensano che l’origine di quest’arte si possa trovare in Cina, dove esistono testimonianze di bambole lavorate a maglia durante la dinastia Shang. E all’inizio del XVII secolo, grazie allo scambio commerciale tra Cina e Giappone, gli Amigurumi varcavano i confini, senza bisogno di visto o passaporto.

Cos’è l’ amigurumi?

Amigurumi (letteralmente giocattoli lavorati all’uncinetto o talvolta a maglia) è l’arte giapponese di lavorare all’uncinetto o a maglia piccoli animaletti o creature antropomorfizzate.

Il nome è il risultato della combinazione delle parole giapponesi ami che significa lavorare a maglia o all’uncinetto, e nuigurumi, che significa peluche.

Gli amigurumi non hanno un uso pratico; sono creati e collezionati per ragioni estetiche.

Caratteristica estetica degli amigurumi è essere kawaii (grazioso, adorabile, carino).

Tecniche

Gli amigurumi sono solitamente realizzati all’uncinetto a maglia bassa con la tecnica della lavorazione in tondo, ma possono anche essere lavorati ai ferri (anche in questo caso lavorando circolarmente con il gioco di ferri o la tecnica del magic loop con ferro circolare e con ampio uso di tecniche avanzate quali i ferri accorciati). Gli uncinetti o i ferri utilizzati sono leggermente più piccoli della norma, perché è necessario costruire una struttura che tenga ben stretta al suo interno l’imbottitura, solitamente formata da poliestere (fiberfill o imbottitura di cuscini), avanzi di filato in lana o bambagia; per lo stesso motivo i pupazzi sono generalmente realizzati in lana o cotone.

Sono lavorati suddivisi in parti che successivamente vengono unite, ad eccezione di quelli che non presentano arti (aventi soltanto la testa e il busto), che possono essere trattati come un unico pezzo.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén